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giovedì, settembre 28, 2006

20 ANNI DI INCUBO


Dylan Dog? Praticamente è una droga...Comprato un numero non sono più riuscito a smettere...E tuttora sto cercando di smettere di cercare speciali, storie inedite e tutto quello che ha a che fare con " l'indagatore dell'incubo ". Ma è inutile...
Bisogna proprio dire che Tiziano Sclavi ha colpito nel segno (che novità!) per
vari motivi.
Numero uno: Nonostante i vari e famosissimi nomi della Bonelli (Tex, Mister No, Zagor e non ne nomino più perchè tanto li saprete tutti ) in quegli anni c' era voglia di qualcosa di nuovo (anche se effettivamente il vero successo arrivò dopo un paio di anni).
Numero due: Era proprio un genere interessante da molti punti di vista, praticamente il primo vero Horror pubblicato in Italia...
Numero tre: Questo personaggio è qualcosa di geniale! Non è il solito eroe sicuro di sé, bello e maledetto o pieno di tutti quegli stereotipi vari... Lui è un uomo " normalissimo "... Infatti a parte le sue avventure tra mostri, fantasmi, paranormale ecc...Si presenta a tutti come un uomo con i suoi problemi personali, la sua macchina sgangherata, le sue paranoie, le sue fobie e le sue debolezze.
Numero quattro: La spalla...Groucho (che in principio doveva essere Martin Fieldman, quello di Frankenstain Junior), semplicemente un tuffo nell'impossibile...Battute a raffica anche nei momenti meno opportuni, il che rende la lettura molto più scorrevole.
All'inizio era tutto uno spettacolo, era veramente un fumetto inquietante, ironico, ma quel che è più importante è che faceva riflettere veramente su situazioni che venivano presentate in modo surreale, ma che facevano parte anche della nostra realtà, quella in cui viviamo.
C'è stato un periodo in cui ho un po' faticato a leggere quelle storie così dette "favolistiche"...Era un bello stacco dal passato e nonostante si mantenessero molte caratteristiche horror/splatter ecc...la dimensione del fumetto era entrata nettamente in un'atmosfera sognante. Negli ultimi tempi invece sto ritrovando quello spirito che io definisco "dei vecchi tempi". Naturalmente queste sono considerazioni personali che dipendono dai gusti e dalle interpretazioni che, si sà, sono soggettive. E le donne? Praticamente una per numero...Le sue sono sempre storie intense e passionali...E' come se trovasse ogni volta il vero amore che poi, inspiegabilmente, scompare...Ma lui le ha amate tutte...in modo diverso, ma le ha amate tutte sicuramente.
Leggendo Dylan Dog si impara a credere nell'incredibile, che poi tanto incredibile non è...Infatti il nostro "acchiappamostri" da un lato può essere visto come l'investigatore del buio che stà dentro ognuno di noi...E' la fedele rappresentazione in versione fumettistica di un mondo pieno di paure, angosce, domande su di noi che spesso vengono sottovalutate proprio da noi che ce le poniamo...E qualche volta basta una battuta per alleggerire la storia, proprio come fa Groucho...
"Giuda ballerino", dimenticavo!
Buon compleanno...

martedì, settembre 26, 2006

L'infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
De l'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa
Infinità s'annega il pensier mio:
E 'l naufragar m'è dolce in questo mare


La perfezione non si commenta....

Nin@

venerdì, settembre 22, 2006

Un giorno dopo l'altro

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

E' una bellissima - e triste - canzone di Luigi Tenco. Non so se tutti lo conoscano, temo di no. Non i più giovani, almeno. Luigi Tenco è stato uno dei più grandi cantautori italiani. Insieme a Gino Paoli, Bruno Lauzi e Fabrizio De Andrè è stato uno degli esponenti di spicco della cosiddetta "scuola genovese". Uomo tormentato, molto sensibile (troppo, forse, in questo mondo a volte arido), di lui si ricorda soprattutto la storia con la grandissima Dalida e la sua tragica fine a Sanremo, in circostanze ancora non completamente chiarite.
Comunque, potete trovare moltissime notizie e foto su di lui nel sito non ufficiale
Luigi Tenco, o negli altri siti a quest'ultimo collegati (Il mio regno o Gigimai).
Questa canzone (una delle sue più belle), che mi è capitato di ascoltare per caso qualche minuto fa, in un triste venerdì assolato, con lo sguardo rivolto verso il giardino di casa mia, vuole essere un tributo al grande Tenco (per quei ragazzi o ragazze che frequentano i nostri siti e lo conoscono poco o nulla) ma anche, forse soprattutto, un sermone - piccolissimo, per carità - di chi tanto giovane non è più per chiedere a tutti di VIVERE la propria preziosa vita, non di GUARDARSI VIVERE, viziati come siamo da troppe ore quotidiane da spettatori (davanti a Tv, schermi, ecc...). Perché, bella o brutta che sia, è l'unica che abbiamo. Sarà banale, semplice, ma è così.
Ciao, Luigi.

Io vorrei essere là
sulla mia verde isola
ad inventare un mondo
fatto di soli amici
(Luigi Tenco)

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mercoledì, settembre 20, 2006

W Charlie Brown!!


Peanuts sono le noccioline. Ma non solo; sono anche il nome della fortunata striscia del Poeta (così lo definiva Umberto Eco) Charles M. Schulz. Le noccioline, lo dice il nome, sono piccole. Anzi piccolissime. Sono salate e sono una condanna per praticamente tutti gli esseri umani, perchè è scientificamente provato che se ne mangi una devi mangiarne un'altra e un'altra e un'altra. I Peanuts di Schulz sono così; sono bambini piccoli e come tutti i bambini non sono per niente dolci, anzi, a volte sono proprio insopportabili. E se ti imbatti in una loro storia non puoi fare a meno di leggerne un'altra. I bambini di Schulz non sono come Mafalda, che si preoccupa del mondo. No, loro sono bambini angustiati dai genitori, dalla scuola, dall'amore, dall'amicizia, che giocano a baseball e stanno sempre a chiacchierare tra di loro. Sono meravigliosi i Peanuts perchè ti fanno ridere del mondo dei bimbi, dove una coperta è una sicurezza e un cane comunica tranquillamente col suo padrone. Schulz ha aperto per noi le porte dei bambini, che sono dispettosi come Lucy, che sono insicuri come Linus (e anche candidi...a loro basta una coperta per sentirsi al sicuro...), che sono geniali come Schroeder oppure coi piedi per terra come Piperita Patty. Che parlano con i brachetti, e sono tremendamente pieni di problemi (quei piccoli, bellissimi, dolcissimi problemi) e nonostante questo sono così magici, così adorabili, come il Buon Vecchio Charlie Brown.
Se non avete mai letto niente di loro, rimediate: scoprirete che il mondo dei Peanuts è complicato e bello, è divertente, buffo e un po' difficile. Scoprirete che il mondo di questi e di tutti i bambini, è come loro: MERAVIGLIOSO.
Buona giornata

JollyViola

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sabato, settembre 16, 2006

La notte bianca a Perugia

Come in molte altre città, anche a Perugia c'é (inizia tra poche ore) la Notte bianca! Comicomix sarà presente al gran completo (a dire il vero Alice & Anna avrebbero anche dovuto fare uno spettacolo di danza, ma poi tutto è saltato...). Certo non è paragonabile a quella romana, splendida, ma "nel suo piccolo" ci sono cose interessanti e già l'anno scorso fu un grande successo (oltre 100 mila persone, sembra). In questo momento sta diluviando, speriamo migliori un po', comunque notte bagnata, notte fortunato. Per chi ne ha voglia, vale la pena farci un salto, tra i vicoli e le strade del centro storico, tra i teatri e i luoghi di incontro. Comicomix, in ogni caso, dedicherà alla Notte bianca uno scarabocchio apposito, probabilmente domani stesso.
Ciao!

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venerdì, settembre 15, 2006

Persepolis

Per chi frequenta questo sito ed è - come me - appassionato di fumetti non dirò forse nulla di nuovo...Per chi, invece, ci viene a far visita ma non conosce proprio tutto della "nona arte" , spero di suscitare interesse per Persepolis. Persepolis è uno straordinario fumetto, alcuni lo hanno definito un vero e proprio "romanzo di formazione", ed è il primo fumetto iraniano. Sì, iraniano. Ha vinto un sacco di premi e riconoscimenti e, credetemi, tutti strameritati. Lo ha realizzato Marjane Satrapi nel 2000. Marjanne, raccontando semplicemente la sua vita, e animando la storia del suo vissuto (genitori, parenti, amici, nemici, ecc..) ci regala delle emozioni fortissime con i suoi tratti semplici, in bianco e nero, scelta stilistica per nulla casuale.
Mi è venuta voglia di rileggere Persepolis, emozionandomi tantissimo come al solito, perché in questi giorni ho scoperto che il prossimo anno probabilmente ne verrà tratto un film. Questo è solo l'ultimo di ormai moltissimi "saccheggi" del cinema al fumetto, e secondo me la dice lunga sulla sottovalutazione che per tempo immemorabile è stata fatta (stupidamente) di questo modo d'espressione. Non mi dilungo sulla trama, personaggi, autrice...vi rimando al sito UBC fumetti che contiene tutte le informazioni utili.
A me basta dire che questo fumetto, di questa autrice dell'Iran, riesce, contemporaneamente, a raccontarci qualcosa di profondamente intimo e di darci una visione di tipo universale, pur concentrandosi sulla vita di una persona che vive in un mondo lontano, troppo lontano, e raccontandoci di usi, posti, storie che sono "suoi" e molto diversi dai nostri.
Per Persepolis vale quanto detto da Luca Raffaelli ne I classici di Repubblica: "...Marjane Satrapi riesce a cogliere con straordinaria sensibilità quei momenti che, uniti tra loro, fanno cogliere il senso intero di una vita. E così, per il tempo della lettura, Marjane Satrapi diventa una compagna di strada con la quale si attraversa, emozionati, la Storia."

Bellissimo, indimenticabile Persepolis.

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mercoledì, settembre 13, 2006

I baci... :-*

Come sn belli i baci! Sn tutti importantissimi e spesso ci segnano...e ci fanno sognare...! Dai baci di addio (cm nel bellissimissimo quadro di Hayez, qui a sinistra) ai baci amorosi, i baci innocenti, i baci sulla guancia, sulla fronte, i baci appassionati, i baci dolci, i baci perugina ;-), i baci dei bambini, i baciotti, i bacetti, i baci di dama, il bacio della medusa (è un gruppo musicale di Perugia!), i baci amichevoli, i baci tristi, i baci indimenticabili, etc etc...
Tutti hanno dato almeno un bacino anke piccolo piccolo... tutti hanno sentito com'è bello darli e riceverli... quella sensazione di volere volare... il bacio di Klimt (a destra) così unico...sembra quasi ke la ragazza sia piegata dalla passione del bacio ke il suo uomo le regala... "Allor quando due bocche consacrate all'amore si congiungono, é impossibile che al di sopra di questo ineffabile bacio non avvenga un trasalire dell'immenso mistero delle stelle..." Victor Hugo
Buoni baciotti a tutti...! ;-*

Nin@

lunedì, settembre 11, 2006

11 settembre

Oggi è l'11 settembre. non è un giorno banale, come tutti gli altri, nella memoria collettiva dell'occidente di oggi.
Giustamente tutti siamo inorriditi per quello che è accaduto 5 anni fa. Ricordiamo con orrore quei momenti, pensiamo a quelle oltre 3.000 persone sorprese nella loro vita quotidiana (l'ufficio, il viaggio aereo, la pausa caffè, ecc..) e le loro vite distrutte. Si potrebbe ricordare che non c'é da essere molto fieri di quello che è accaduto dopo (la libertà e la democrazia "imposte" con la guerra...mah! Guardate la vignetta di Mauro Biani, in proposito), invece voglio ricordare che c'è un altro 11 settembre, dimenticato o quasi, l'11 settembre 1973. 33 anni fa, un colpo di stato, finanziato dalla CIA con la compiacenza (o forse l'appoggio) dell'allora Presidente degli USA Nixon. Un'altra trisitissima storia di morte e dolore, di libertà negata, di pause caffè non più possibili, di giovani vite stroncate per l'avida lotta per il potere e le risorse (il rame allora, il petrolio oggi).

"Sono pronto a resistere con qualsiasi mezzo, anche a costo della mia vita, così che questo possa servire di lezione riguardo la vergognosa storia di quelli che usano la forza e non la ragione." Il dottor Salvador Allende, Presidente del Cile, nel suo ultimo messaggio dalla radio al popolo cileno, 8.30 del mattino dell'11 settembre 1973."

Queste parole potrebbero essere quelle di uno qualsiasi degli eroici passeggeri americani che impedirono ad uno degli aerei dell'11 settembre 2001 di schiantarsi su una centrale nucleare (come sembra fosse uno degli obiettivi).
La libertà e la vita sono un diritto universale, valido per tutti. E le ferite che la storia lascia sulla carne di tutti i popoli sono tutte, ugualmente, degne di rispetto e di memoria.
Nel ricordare questi 11 settembre, ricordiamoci le tante giornate buie della storia degli ultimi 60 anni, e pensiamo a quanto sciupìo di persone, emozioni, pensieri che ci passa sotto gli occhi e che scordiamo come la neve che si dcioglie al sole.

A tutti i morti per colpa della bestia umana.


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venerdì, settembre 08, 2006

Facchetti Giacinto, uomo

Ci ho pensato su un po', ma non ho resistito. Di solito non mi piace parlare di cose di cui parlano tutti, e di ripetere sempre concetti che rischiano di farti diventare retorico. Ma non ho potuto. Devo parlare di Giacinto Facchetti. E lo faccio da ex tifoso Juventino (non pentito, non mi interessa l'ultimo scandalo, non seguo più il calcio da diversi anni, perché è da un po' di anni che mi fa schifo).
Ho conosciuto Giacinto Facchetti che ero bambino. Ricordo la sua foto, sulla copertina del mio primo album di figurine Panini (1972-73?).
Ecco, Facchetti è stato un'idolo per più di una generazione, indipendentemente dall'appartenenza di tifo.
Facchetti era quello che tutti vorremmo fosse un calciatore. Ieri, oggi, domani. Non so come fosse come uomo, non lo conoscevo di persona, ma a guardarlo giocare, a sentirlo parlare, a vederlo nelle interviste, sento che era anche - soprattutto - una grande persona. Un uomo.
Sono piovuti fiumi di retorica. A me sono piaciuti il ricordo di Michele Serra, dalle colonne de La Repubblica, e quello del blog dell'Orso Ciccione. Non c'è retorica in quelle parole, in quelle vignette.
E io? Vi lascio, semplicemente, dicendo che avremmo bisogno di facce pulite come quella di Giacinto, in tutti i campi dell'esistenza.
Un saluto affettuoso.

giovedì, settembre 07, 2006

Avrei voluto Mafalda come compagna di banco...

Sì, avrei voluto proprio lei per compagna di banco, a scuola...o anche come vicina di casa. E si potrebbe chiedere perchè, visto che la bambina in questione ha una predisposizione naturale nel far sentire gli altri frivoli e consumisti, non gioca con le bambole, parla come un'adulta e spesso rimbecca anche mamma e papà...Non ha peli sulla lingua Mafalda. E forse è per questo che l'avrei adorata (magari anche perchè un po' come carattere mi assomiglia...), così come adoro le strisce di Joaquin Salvador Lavado (detto Quino) di cui è protagonista. Ma non è solo questa bambina dispettosa e intelligente che mi affascina; adoro tutto il mondo che ruota intorno a Mafalda, i suoi genitori che critica con ampia severità, gli insegnanti, l'inseparabile mappamondo e, d'obbligo, gli amici. Come non adorare Felipe, che si angoscia per il primo giorno di scuola? Come non ridere di Susanita e Manolito che si insultano a vicenda ("Sai cosa sei Susanita, eh? Sei una PASTERNAK!!") ? Come non adorare il piccolo Nando, che fa fare figuracce memorabili ai genitori? O l'egocentrico Miguelito? O Libertà (piccolissima...Una delle tante raffinatezze di Messer Quino) ? Questi meravigliosi bambini sono pieni di ribellione, pieni di voglia di cambiare, ed è questa la loro peculiarità più affascinante...Sono il futuro che si preoccupa per il futuro, a volte giocando perchè in fondo sono bambini (purtroppo questo mondo malato non si guarisce solo avvolgendolo di bende, Mafaldita...), a volte regalandoci battute così aspre da far impallidire il 70enne più cinico e indurito, a volte con chicche così dolci da commuoverci...Questi meravigliosi bambini sono pieni di speranza. Grazie a Quino, maestro di fumetto e insegnante di vita, per averci regalato Mafalda...E speriamo che il mondo ce ne regali (in carne ed ossa) sempre di più.
Buona giornata

JollyViola

martedì, settembre 05, 2006

It's a beautiful day...

"It's a beautiful day
The sun is shining
I feel good
and no one's gonna stop me now,
oh yeah
It's a beautiful day
I feel good, I feel right
And no one, no one's gonna stop me now
Mama
Sometimes I feel so sad,
so sad, so bed
But no one's gonna stop me now,
no one
It's hopeless, so hopeless to even try"


Leggetevi questa splendida POESIA, perchè è una canzone ma è poesia, dei Queen (il nostro gruppo preferito), tratta del bellissimo album "Made in Heaven"...
E guardatevi questa meravigliosa alba che io ed Eros ci siamo visti dal vero, domenica mattina, alle cinque e tre quarti, circa...
Oggi il nostro splendido cantante dalla voce più magica di tutti i tempi avrebbe compiuto 60 anni...Buon compleanno Freddie, ovunque tu sia.
Bentrovati a tutti

Buona giornata

JollyViola & Eros


domenica, settembre 03, 2006

L'urlo di Munch

L'Urlo di Edvard Munch, rubato il 22 agosto 2004 i in pieno giorno e in modo rocambolesco è stato ritrovato dalla polizia di Oslo. Insieme ad esso è stato recuperato anche il secondo dipinto di Munch rubato, la cosiddetta Madonna. "Abbiamo la certezza al cento per cento che si tratta degli originali", ha dichiarato il capo della polizia. L'Urlo - una delle varie versioni dipinte da Munch, che visse dal 1863 al 1944 - è il quadro più famoso di questo autore. Egli descrive l'esperienza che diede vita a questo dipinto nel suo diario, il 22 gennaio 1892: "Camminavo lungo la strada con due amici. Quando il sole tramontò il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto. Sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura." Il paesaggio serale è distillato attraverso un ritmo astratto di linee ondulate. L'opera è ricca di significati simbolici: il ponte, infinito alla vista, rappresenta le innumerevoli difficoltà che presenta la vita umana; i due amici, incuranti del dramma che sta vivendo la figura in primo piano, la figura urlante che esprime la crisi dell'umanità intera l'impossibilità di essere diversi e di uscire dalla solitudine; il grido si propaga attraverso il fiordo oleoso e il cielo infuocato, pervasi dalla stessa angoscia. Per alcuni è un quadro sopravvalutato, ma ha dentro un fuoco potente: la soltiudine e l'angoscia dell'esisistenza, intorno ad un mondo che spesso, troppo spesso, ci appare distratto ed ostile.


Buona giornata


Nin@

venerdì, settembre 01, 2006

Il nuovo episodio del Comicomeron


Mentre mi sto godendo le meritate vacanze in una località segreta della riviera adriatica (così per qualche giorno mi lasciano in pace) mi dicono che nel mio sito (!!!) verrà pubblicato il nuovo episodio della parodia del Decameron, il Comicomeron, in cui si entra nel vivo della storia e si incontrano i protagonisti.
Io nel frattempo mi ritempro e mi diverto.
Ciao !

P.s.: Vi chiedo scusa per questa squallida autopromozione, ma ho una pistola puntata alla tempia e non posso disobbedire ! Ah, la parodia la trovate su Comicomix (lo sapranno ormai, no?)

Aggiornamento del 2 settembre: Ho visto che l'hanno pubblicata...

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