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mercoledì, novembre 29, 2006

Roberto Vecchioni, il contastorie

Vecchioni, Vecchioni....ma il nome che hai avuto in sorte, Vecchioni..Ma non ti dice niente?
Comicia così, una delle più belle canzoni di Roberto Vecchioni. Un grande, grandissimo contastorie, come lui stesso si definisce. Per quanto mi riguarda, il fedele compagno di tutta la mia vita, dall'infanzia con Barbapapà, fino ad oggi con il suo ultimo album di canzoni, il Contastorie appunto.
Parlare di Vecchioni non è facile. Molto è stato scritto e detto su di lui. Si potrebbe dire delle sue canzoni, della sua smisurata discografia, che spazia dalle canzoni per Bambini (Berbapapà) al Festivalbar (che ha vinto con Voglio una donna) a Sanremo (dove ha scritto canzoni per Anna Oxa), al Club Tenco. Citare le più belle? Ci vorrebbe, almeno per me, un'intera enciclopedia: Da Luci a San Siro, a Stranamore, Samarcanda, a Le lettere d'amore, a Canzoni e Cicogne, Milady, El bandolero stanco, Velasquez, Per un vecchio bambino, Canzone per Laura, ecc.., spaziando dal repertorio più lontano alle canzoni più recenti. Davvero impossibile. A me, in assoluto, la canzone più bella mi sembra Il cielo capovolto (che è anche un sito e un bellissimo blog). Che, come molte sue canzoni, parla d'amore. Ma Roberto lo fa in una forma che non è mai banale, che diventa universale, per farsi senso profondo del nostro essere piccoli uomini e donne indifesi in questo mondo, alle prese con le esperienze delle nostre vite, tra malinconia, ironia, rabbia, impegno.
Roberto scava con le parole nell'intimo di sè stesso e contemporaneamente di ognuno di noi, e navigando tra pezzi di vissuto quotidiano che diventano favola, o sogno, ci porta alla riflessione che non è mai inazione, raccontandoci qualcosa che abbiamo a portata di mano ma che non riusciamo, se non quando ci immergiamo nella sua musica, a toccare.
Lo adoro da quasi quarant'anni. Oggi glielo ho scritto.
Buon tutto!

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