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sabato, novembre 18, 2006

Lassù qualcuno ci chiama

"Oggi l'universo elettronico ci suggerisce che possano esistere sequenze di messaggi che si trasferiscono da un supporto fisico all'altro senza perdere le loro caratteristiche irripetibili e sembrano perfino sopravvivere come puro immateriale algoritmo nell'istante in cui, abbandonando un supporto, non si sono ancora impressi in un altro...e chissà che la morte, anziché implosione, sia esplosione e stampo, da qualche parte, tra i vortici dell'universo del software (che altri chiamano anima) che noi abbiamo elaborato vivendo, fatto anche di ricordi e rimorsi personali e dunque sofferenza insanabile o senso di pace e amore".Questo passo, di Umberto Eco, è tratto dal libro In cosa crede chi non crede, dialogo tra lo stesso Umberto Eco e Carlo Maria Martini. Lo potete trovare in una bellissima storia di Dylan Dog, Lassù qualcuno ci chiama, ambientata nel Galles e che parla di presunte presenze extraterrestri ma, come potete intuire, di molto altro. La tesi di questo fumetto è che esista una specie di aldilà laico - in cui, d'altronde, credeva anche Einstein perché diceva che l'energia non muore ma si trasforma.. - insomma un'anima fatta di impulsi radio. Parla di extraterrestri, di divinità, di amore, di fratellanza, di persone che non ci sono ma continuano a esserci. Bene, il tema ci è tornato in mente, oltre che per ragioni personali che potete immaginare, perché il passo di Eco ci ha fatto pensare anche all'importanza della traccia che ognuno di noi può lasciare, se vuole, in modi vecchi e ora anche in modi nuovi. Ad esempio, con il web, e quindi con uno dei suoi strumenti più belli, i blog. Non diremo niente di originale, magari, ma ci sembra che molti impulsi immateriali ci vengano dal confuso, incessante scambio di informazioni, notizie, riflessioni che la blogsfera in costante evoluzione propone ogni giorno. E che, nel Kaos che sembrerebbe sgorgare, ci sia invece un'anima vigile e viva, parallela, in parte sovrapponibile e in parte no, a quella che attraversiamo ogni giorno, nel nostro vagare su questo puntino sperduto nell'universo. E che possa lasciare una flebile traccia che si insinua tra la confusione e lo sperdimento che proviamo.
P.S.: Dedichiamo questo post ad Alessandro, una grande persona che spero ci ascolti, in qualche modo. E che Immanuel Kant ci perdoni, se può.
Nin@ e Mister X, gli autori dello Scarabocchio di Comicomix

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