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venerdì, settembre 22, 2006

Un giorno dopo l'altro

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

E' una bellissima - e triste - canzone di Luigi Tenco. Non so se tutti lo conoscano, temo di no. Non i più giovani, almeno. Luigi Tenco è stato uno dei più grandi cantautori italiani. Insieme a Gino Paoli, Bruno Lauzi e Fabrizio De Andrè è stato uno degli esponenti di spicco della cosiddetta "scuola genovese". Uomo tormentato, molto sensibile (troppo, forse, in questo mondo a volte arido), di lui si ricorda soprattutto la storia con la grandissima Dalida e la sua tragica fine a Sanremo, in circostanze ancora non completamente chiarite.
Comunque, potete trovare moltissime notizie e foto su di lui nel sito non ufficiale
Luigi Tenco, o negli altri siti a quest'ultimo collegati (Il mio regno o Gigimai).
Questa canzone (una delle sue più belle), che mi è capitato di ascoltare per caso qualche minuto fa, in un triste venerdì assolato, con lo sguardo rivolto verso il giardino di casa mia, vuole essere un tributo al grande Tenco (per quei ragazzi o ragazze che frequentano i nostri siti e lo conoscono poco o nulla) ma anche, forse soprattutto, un sermone - piccolissimo, per carità - di chi tanto giovane non è più per chiedere a tutti di VIVERE la propria preziosa vita, non di GUARDARSI VIVERE, viziati come siamo da troppe ore quotidiane da spettatori (davanti a Tv, schermi, ecc...). Perché, bella o brutta che sia, è l'unica che abbiamo. Sarà banale, semplice, ma è così.
Ciao, Luigi.

Io vorrei essere là
sulla mia verde isola
ad inventare un mondo
fatto di soli amici
(Luigi Tenco)

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