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domenica, settembre 03, 2006

L'urlo di Munch

L'Urlo di Edvard Munch, rubato il 22 agosto 2004 i in pieno giorno e in modo rocambolesco è stato ritrovato dalla polizia di Oslo. Insieme ad esso è stato recuperato anche il secondo dipinto di Munch rubato, la cosiddetta Madonna. "Abbiamo la certezza al cento per cento che si tratta degli originali", ha dichiarato il capo della polizia. L'Urlo - una delle varie versioni dipinte da Munch, che visse dal 1863 al 1944 - è il quadro più famoso di questo autore. Egli descrive l'esperienza che diede vita a questo dipinto nel suo diario, il 22 gennaio 1892: "Camminavo lungo la strada con due amici. Quando il sole tramontò il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto. Sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura." Il paesaggio serale è distillato attraverso un ritmo astratto di linee ondulate. L'opera è ricca di significati simbolici: il ponte, infinito alla vista, rappresenta le innumerevoli difficoltà che presenta la vita umana; i due amici, incuranti del dramma che sta vivendo la figura in primo piano, la figura urlante che esprime la crisi dell'umanità intera l'impossibilità di essere diversi e di uscire dalla solitudine; il grido si propaga attraverso il fiordo oleoso e il cielo infuocato, pervasi dalla stessa angoscia. Per alcuni è un quadro sopravvalutato, ma ha dentro un fuoco potente: la soltiudine e l'angoscia dell'esisistenza, intorno ad un mondo che spesso, troppo spesso, ci appare distratto ed ostile.


Buona giornata


Nin@

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

L'urlo è uno dei miei quadri preferiti...c'é dentro una tale angoscia, che dal viso si spande alla natura...bello
Luca

04 settembre, 2006 12:28  

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