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venerdì, luglio 28, 2006

Profumi di Otranto

“Dolce mia, di che profumi?
Di che frutto,
di che stella, di che foglia?”


Il Poeta Neruda, nella sua meraviglia “Ode al suo aroma” già aveva capito tutto: non c’è modo migliore per descrivere qualcuno o qualcosa che parlando del suo odore…E siccome io sono un tipo da fiocchi di neve e foglie di thè (come direbbe De Gregori) eccomi qui a dirvi che la bella Otranto è piena di profumi diversi. Primo tra tutti l’odore del mare, di caldo e sabbia, che resta sulla pelle e non se ne và, che fa pensare a sale e limone, a cose chiare e luminose. Se inspiri più forte però ti accorgi che dai negozi pieni di stoffe e borse coloratissime sale un aroma di incenso e cuoio, che stordisce, soprattutto perché si mescola (inevitabilmente) con quello del cibo del ristorante di fronte. Le bancarelle con i loro artisti girovaghi che intrecciano collane fatte di semi di piante (e io, ovviamente, ne ho già comperata una…) mandano odore di cannella che si scontra con quello dolcissimo del chiosco che vende pistacchi e caramelle…Ecco, Otranto odora di tutto questo, e anche di basilico, di rosa, di zenzero, di carta, di rum, di pesce, di alghe e di zucchero…Odora di gente.
Buonanotte

JollyViola