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domenica, luglio 16, 2006

Danni collaterali

Foto di: Pavel Wolberg (European Pressphoto Agency) e Ayoub Oussama (Sipa Press) tratte dal New York Times
Quando si leggono alcune dichiarazioni di qualche "capoccione" in giro per il mondo, torna alla mente la vecchia favola di Esopo sulla lingua...il linguaggio è infatti uno straordinario mezzo utilizzato per comunicare dall'umanità, ma a volte si vela di un'ipocrisia non sempre sopportabile...Lo zenith di quest'ipocrisia si raggiunge quando il tema è particolarmente drammatico, e all'ipocrisia si aggiunge la superficialità. Si parla di alcuni argomenti, che toccano il senso profondo di questo navigare nel tempestoso mare della vita, quali la sofferenza, il dolore, la morte, con una leggerezza degna di argomenti più futili (tipo, l'ultimo amore dell'ultimissima velina o la testata di Zidane). Se poi ci si aggiunge l'arroganza di molti potenti o presunti tali, e magari anche la mistificazione "pelosa" dell'evidenza dei fatti, allora il quadro è completo e buonanotte alla verità e alla giustizia. Quando si parla di guerra, è evidente che - indipendentemente da torti o ragioni, da come uno si collochi nello schieramento (pro-Bush o no, pro-israele o no, destra o sinistra, guelfi o ghibellini e via dividendo) - non è accettabile che il prezzo venga pagato sempre da chi non c'entra. Per esser chiari: pazienza se ad andarci di mezzo è qualche capoccione (ma non succede, mai, vige la regola dell'armiamoci e partite) o, alla fine, di fanatici che anziché vivere la loro vita felici ed in pace bramano dalla voglia di sbranare e farsi sbranare. Ma fa rabbia quando - sempre, purtroppo - ad andarci di mezzo sono quelli che si trovano lì per caso...E mi fa arrabbiare ancor più che poi arrivi l'immancabile ipocrita che ci spiega che sono "Danni collaterali". Dietro questa frase arrogante, cinica e superficiale, ci sono persone (a volte, bambini) che erano lì per caso. Occhio, allora: si scrive DANNI COLLATERALI ma si legge VITTIME INNOCENTI
Nessun uomo è un'isola..La morte di ogni uomo mi rattrista, perché io faccio parte del genere umano..Quando senti suonare, non chiedere per chi suona la campana, perché essa suona anche per te (John Donne)

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